Fondazione Accorsi - Ometto Torino

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TRA CANALETTO E GUARDI
Dodici vedute veneziane della Pinacoteca Albertina di Torino

A cura di
Arabella Cifani e Franco Monetti
1 ottobre 2009 - 10 gennaio 2010

Per la rassegna Affinità elettive - Dialogo tra la rinnovata Pinacoteca Albertina e i Musei della Città, la Fondazione Accorsi ospita “Dodici vedute della città di Venezia, le più deliziose ed interessanti, dipinte con una maestria impareggiabile, tutti della stessa misura…” come si legge nell’inventario della donazione della quadreria di famiglia, che Monsignor Mossi fece, nel 1828, all’Accademia Albertina.
Ricondotte a Canaletto fino al 1936, queste vedute furono in seguito attribuite a Michele Marieschi.
Grazie alla collaborazione tra l’Accademia Albertina e il Centro Studi della Fondazione Accorsi, Arabella Cifani (Direttore Artistico della Fondazione Accorsi) e Franco Monetti (Consigliere della Fondazione Accorsi) hanno identificato il vero autore delle dodici tele: si tratta del “Maestro delle vedute Langmatt” in riferimento ad una serie di tredici vedute di Venezia conservate alla Fondazione Langmatt di Baden.
Per meglio focalizzare artisticamente e culturalmente l’affascinante figura di questo artista, la mostra accosta alle dodici vedute due splendidi capolavori di Canaletto e Guardi, provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Palazzo Barberini, che presentano punti di vista molto simili a quelli usati dal “Maestro delle vedute dell’Accademia Albertina”.
Le dodici vedute dell’Accademia Albertina, databili fra 1742 e 1743, sono opere dalla qualità molto alta e dal forte realismo.
Dal punto di vista collezionistico, il numero delle vedute veneziane conservate a Torino, ben dodici, le rende singolari e significative: suite di vedute così vaste sono infatti molto rare.