Fondazione Accorsi - Ometto Torino

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GIOVANNI BATTISTA QUADRONE

Un “iperrealista” nella pittura piemontese dell’Ottocento
19 settembre 2014 - 11 gennaio 2015


Dopo le mostre dedicate ad Antonio Fontanesi e ad Alberto Pasini, la Fondazione Accorsi – Ometto prosegue con gli omaggi alla pittura italiana del XIX secolo: protagonista di questa nuova esposizione, curata dal professore Giuseppe Luigi Marini e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio, è Giovanni Battista Quadrone considerato uno dei massimi rappresentanti della pittura di genere dell’Ottocento italiano.

Quadrone
nacque nel 1844 a Mondovì da una ricca famiglia di imprenditori di materiali lapidei e morì nel 1898 a Torino.
Formatosi all’Accademia Albertina, dopo un brevissimo soggiorno a Parigi, nel 1870, rientrò nel capoluogo piemontese. Attivo a Torino, Mondovì e, dal 1883, soprattutto in Sardegna, fu autore di dipinti finitissimi, di piccole e medie dimensioni, non solo di soggetti o di ispirazione venatori; il pittore fu anche lo scopritore e il cantore del paesaggio sardo, prima di concludere la sua breve esistenza interessandosi, con i pennelli, alla vita del circo.

Il fil rouge che lega tutti i soggetti delle sue opere è la paziente definizione «iperrealistica» delle scene di vita venatoria, circense o rusticana: Quadrone cesellava con il colore anche i minimi particolari, con tecnica e precisione inesorabili, nulla dimenticando e a nulla rinunciando di quanto riteneva utile alla completa rappresentazione di una situazione.