Fondazione Accorsi - Ometto Torino

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MAZZONIS E GLI ALTRI.
Le opere del Maestro e i tesori della sua collezione.
15 luglio - 30 agosto 2015

Ottavio Mazzonis, Venezia profana, 1982. Olio su tela. Fondazione Ottavio Mazzonis, Torino La mostra intende presentare al pubblico per la prima volta i lavori di Ottavio Mazzonis  assieme ad un corpus selezionato di opere d’arte provenienti dalla sua personale collezione, in un confronto e dialogo con un patrimonio di dipinti e sculture - dal Barocco al Rococò europeo con incursioni nella produzione piemontese degli ultimi decenni dell’Ottocento - che furono fonte viva d’ispirazione per la sua produzione artistica.
Ultimo esponente di una cultura figurativa attenta ai messaggi simbolici, Ottavio Mazzonis è stato uno degli artisti più importanti del Novecento piemontese. Cresciuto in una famiglia dell’aristocrazia torinese nell’antico Palazzo dei Solaro della Chiusa (oggi sede del Museo d’arte orientale di Torino), fin dall’infanzia Mazzonis ebbe modo di confrontarsi con l’arte e la cultura, attraverso la madre Elisa Desio Boggio (che prima del matrimonio era stata un apprezzato soprano) e il padre Federico, collezionista di dipinti sia di arte antica che di autori contemporanei. In un contesto così ricco di suggestioni, Ottavio Mazzonis sviluppò sin dall’infanzia una propensione non solo alla pratica artistica, che diverrà presto la sua attività principale, ma anche un profondo interesse per la storia dell’arte, che porterà alla nascita di una personale collezione, frutto di acquisti sul mercato antiquario e che andò poi a combinarsi con la quadreria di famiglia.
Dipinti e sculture selezionati saranno allestiti secondo un percorso articolato in quattro sezioni principali nelle quali le opere autografe di Mazzonis sono messe a diretto ed evocativo confronto con gli esemplari della sua raccolta d’arte.
Nella prima sezione, dedicata  dalla formazione di Mazzonis, saranno esposti lavori dei suoi maestri, Calderini e Arduino, in immediato confronto con la reinterpretazione datane dall’artista; la seconda sezione sarà invece dedicata alla passione per grandi maestri del Seicento e Settecento italiano, quali  Luca Giordano, Andrea Pozzo e il Legnanino, in dialogo con opere pittoriche e scultoree del Maestro, dalle diverse varianti sul tema della Pietà alle dirette citazioni di esemplari dalle sue raccolte nelle Nature silenti.
La terza è composta da un maggior numero di opere e riflette la passione, dominante in tutto il percorso biografico dell’artista, per le diverse declinazioni della pittura veneziana del XVIII secolo, da Tiepolo al vedutismo. Gli studi e le diverse interpretazioni delle opere di Tiepolo, dalle riflessioni sulla celebre Immacolata - Assunta del Prado agli Scherzi dei Pulcinella acrobati, sono messi a confronto con opere di maestri veneti acquisite appositamente sul mercato, come un delizioso modelletto di Giambattista Pittoni. Così vedute e scorci della città di Venezia eseguiti da Mazzonis, non esenti dalle suggestioni di Guardi, si pongono in dialettica con dipinti che rappresentano vedute della città lagunare di autori del tardo Ottocento e primo Novecento italiano.
Questi ultimi introducono alla quarta e ultima sezione dove lavori di artisti attivi in ambiente torinese a cavallo dei due secoli, come l’amato Gaetano Cellini o il bozzetto dell’Adultera di Francesco Mosso, si mostrano in dialettica con dipinti e lavori plastici del Maestro, cronologicamente appartenenti a diverse fasi della sua produzione e che mostrano sofisticati accenti simbolisti.