Fondazione Accorsi - Ometto Torino

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Ebanista piemontese, scrivania “alla mazzarina”, 1710-1715
Legno sagomato e impiallacciato, avorio, ottone, cm 66x79x43

Associato per la prima volta al nome del cardinale Giulio Mazzarino da Alexandre Dumas nel suo romanzo Il Visconte di Bragelone, il bureau à gradin fece la sua prima comparsa dopo la metà del Seicento. Costituito da due corpi laterali a cassetti, poggianti ciascuno su quattro montanti, e da un vano centrale, il mobile fu uno dei primi valenti risultati a cui giunsero gli architetti e gli ebanisti di Luigi XIV.

In Piemonte la scrivania “alla mazzarina” conobbe un certo successo tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, periodo cui dovrebbe risalire anche quella del Museo, realizzata quasi certamente per un bambino, viste le piccole dimensioni. Ipotesi, quest’ultima, avvalorata dalla presenza, sul piano della mensa, del monogramma VA, che del tutto identico a quello presente sulla ringhiera di un balcone del castello di Rivoli, dovrebbe alludere al principe Vittorio Amedeo Filippo di Savoia, morto nel 1715 all’età di soli sedici anni.