Fondazione Accorsi - Ometto Torino

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LA STORIA DEL MOBILE

La storia del doppio corpo di Pietro Piffetti è attualmente ricostruibile a partire dalla fine dell’Ottocento fino al presente.

Il mobile fu pubblicato a Parigi nel 1885 con una incisione da Alfred de Champeaux nel secondo volume del suo lavoro dedicato alla storia dell’ammobiliamento europeo (Le meuble: XVIIe, XVIIIe, et XIXe siècles, II).
Nel 1892 è debitamente descritto nell’inedito inventario dei beni del conte Carlo Reviglio della Venaria morto nel 1882.
Il mobile fu anche fatto fotografare dai Reviglio, prima del 1902, allorché fu venduto al cavalier Cesare Balduino di Genova.

A Genova lo comprò nel 1966 Pietro Accorsi, che lo custodì gelosamente rifiutandosi sempre di venderlo.