Fondazione Accorsi - Ometto Torino

I TRUMEAU

Numerosi i mobili che rappresentano un vero e proprio vanto per la collezione Accorsi: il primo da menzionare è il doppio corpo interamente rivestito in maioliche di Pesaro, di cui al momento non si conoscono altri esemplari nel mondo; di forma rettilinea, questo mobile è provvisto di una grande ribalta centrale, che maschera diversi cassetti, ed è arricchito da una decorazione con paesaggi fluviali o marini e motivi floreali.
Proveniente dal Piemonte meridionale è il doppio corpo a ribalta della metà del XVIII secolo con una curiosa decorazione a grottesche e motivi floreali.
Risalente al 1740 circa è lo scrittoio a ribalta con alzata, dai motivi decorativi tipicamente piemontesi, quali lo zoccolo di capriolo, le cornucopie e le faretre sulla ribalta centrale.
Di origine veneziana il doppio corpo con ribalta laccato a fondo azzurro e decorato con deliziosi ucellini e fiori che ricordano i raffinati stucchi policromi dei palazzi veneziani del Settecento.

I DIPINTI

Di particolare interesse i dipinti esposti nelle sale del museo, come la Madonna con Bambino,Santa Maria Maddalena, San Francesco e committenti di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo (1568-1625), databile intorno al 1610; il Ritratto di Carlo Emanuele III di Savoia dipinto da Giovanna Battista Buzzano in Clemente, detta La Clementina (1690 - 1761); La cuoca di Pietro Domenico Ollivero (Torino, 1679-1755), dipinta nella prima metà del secolo XVIII e le Sei cacce di Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino, 1730-1800).
Raffinatissimi i ritratti di nobildonne settecentesche, come quelli di Louis Landry (attivo a Parigi nella seconda metà del XVIII secolo), quello del piemontese Vittorio Amedeo Grassi (1725 circa - dopo 1800) e l’autoritratto di Aimée Duvivier (1766 circa - 1843).
Infine da non dimenticare, I piaceri della vita campestre di François Boucher (1703 - 1770), primo pittore della corte di Luigi XV, in cui sono raffigurati eleganti pastori e pastorelle circondati da un paesaggio lussureggiante.

LE TABACCHIERE

Il Museo Accorsi - Ometto possiede una collezione di tabacchiere che, per numero e bellezza, non ha nulla da invidiare a quella del Museo del Louvre di Parigi.
L’uso di consumare tabacco si diffuse in Europa a partire dal XVI secolo, periodo al quale risalgono i primi contenitori oggi noti.
Nel Settecento le tabacchiere diventarono elemento indispensabile nel corredo di ogni nobile: sull’esempio dei sovrani europei, venivano spesso regalate a persone particolarmente care con il coperchio decorato dal ritratto del donatore.
Queste piccole scatole sono in metalli preziosi o in pietre dure, arricchite negli esemplari più raffinati da smalti o decori in avorio.
Tra tutte va segnalata la tabacchiera appartenuta a Vittorio Emanuele II in oro sbalzato, cesellato, smalto e brillanti con le iniziali del primo re d’Italia.

GLI OROLOGI

Uno dei tesori del Museo è costituito dai numerosi orologi che si trovano sparsi nelle sale.
Collocati su mensole, mense di camino o eleganti consolle, se ne trovano di tutte le forme e colori; spesso racchiudono al loro interno meccanismi di produzione francese.
Si segnalano quelli da tavolo, molti dei quali impreziositi da fiori in porcellana di Sassonia e raffinate scene galanti o quelli da muro in bronzo dorato e cesellato.

I LAMPADARI

Di notevole pregio è la collezione di lampadari che si possono ammirare nelle diverse sale del Museo.
Alzando lo sguardo verso il soffitto, si scoprono veri e propri capolavori: come il lampadario in porcellana bianca di Berlino risalente all’inizio del XIX secolo, o quello tipicamente piemontese in lamierino dipinto della Sala da pranzo. In stile Impero il lampadario a globo del Salotto della musica, sicuramente uno dei lampadari più belli del Museo, realizzato in bronzo dorato con parti dipinte di blu. Nel Salone Piffetti abbagliante la coppia di lampadari a gabbia della metà del XVIII secolo in bronzo dorato, fiorellini in porcellana e vasetti in porcellana cinese. Di provenienza livornese infine il grande lampadario "a goccia" che si può ammirare nel Salotto cinese.